Birmania dalle mille pagode

di Donato Sinigaglia

giornalista GIST


Pagode interamente ricoperte da lamine d'oro, statue di Budda rivestite con chili di oro, edifici coloniali, una convinta spiritualità ed il retaggio di una dittatura militare che, solo recentemente, con il ruolo attivo di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace 1991, sta mostrando degli importanti segnali di cambiamento e di apertura. Un viaggio in Myanmar, l'ex Birmania, è una scoperta senza tempo capace di rivelare una terra incontaminata e sorprendentemente ricca di cultura, storia, e natura. Disarmante la dolcezza degli abitanti, nonostante la grande povertà in cui vivono. Ad iniziare dal saluto "Mingalarbar" una parola per dire "buona fortuna, ti voglio bene". Alla base della loro filosofia di vita c'è il detto: "Se incontri qualcuno senza sorriso, regala uno dei tuoi". Questo spiega la grande tolleranza dei birmani, tanto che nei 52 milioni di abitanti, convivono ben 135 gruppi etnici. Ciascuno con la propria storia, tradizioni e costumi, mantenuti più o meno intatti fino ad oggi. Come le guance dei bambini e delle ragazze ricoperte da un fango giallo per proteggerle dal sole e dagli insetti, o le donne di ogni età che fumano sigari smisurati. Il 90 per cento della popolazione vive in aree rurali ed osserva il culto buddista Theravada (la via degli anziani) che insegna che ognuno è padrone del proprio destino spirituale. Ciò spiega perchè nel paese dalla Mille Pagode c'è spazio per buddisti, induisti, cristiani e musulmani. Nei templi, presenti ovunque, i fedeli si concentrano assieme ai monaci nella meditazione, nella preghiera, ma anche per incontri tra famiglie e conoscenti. E qui che si coglie il Myanmar mistico. Centro vitale del paese è l’Irrawaddy, il grande fiume che l’attraversa da nord a sud in tutta la sua estensione e navigabile per 1.600 chilometri. Lungo le sue sponde è nata e si è sviluppata una cultura che ha radici antichissime e che sopravvive pressochè immutata ancora oggi rendendo – non si ancora per quanto – la Birmania una nazione fuori dagli schemi, immersa in una dimensione che pare irreale tanto risulta lontana dai nostri ritmi e dai nostri parametri. Per capirne il senso mistico basta andare Bagan, la valle delle mille pagode. Luogo suggestivo, incredibile, da visitare all'alba o al tramonto, Un'estesa area che racchiude la storia e la cultura del Myanmar. La pagoda è l'evoluzione dello stupa indiano, un reliquiario e rappresenta il cosmo buddista. La forma simbolizza il monte Maru e la cupola interna l'Axis Mundi l'asse dell'universo che collega Cielo, Terra, Inferi. L'antica capitale Yangon (Rangoon) offre uno spaccato di storia tra i quartiere coloniali, il mercato e il Shwedagon Paya, uno dei templi più importanti per i buddisti. Oro, diamanti e pietre preziose rendono il luogo un vero gioiello architettonico, una meta che lascia a bocca aperta. Per vivere l'emozione di un tramonto, la collina che sovrasta Mandalay è il posto ideale. Il panorama che si presenta è unico: dal centro della città verso il fiume Ayeyardawady ed in tutta la piana lo spettacolo è da mozzafiato. Ad una decina di chilometri si trova la "città immortale" ed il suo monastero. Qui, oltre 700 monaci, vivono una quotidianità fatta di rituali antichi di secoli, tutti da scoprire. Si può assistere al momento del pranzo quanto i monaci in fila aspettano il proprio turno. Da non perdere l'attraversata sul ponte U Bein, che con i suoi 1200 metri è il ponte in teak più lungo al mondo, sorretto da ben 1600 piloni e al tramonto regala emozioni indimenticabili. Visita, irrinunciabile, all'antica capitale Mingun e sosta alla magnifica ed incompiuta pagoda, danneggiata da un terremoto avvenuto nella prima metà dell'800. La struttura conserva tutta la maestosità iniziale lasciando spazio alla fantasia per cogliere il progetto finale. Conoscere il Myanmar è come fare un viaggio nella parte più antica e magica dell'Oriente.

bilico su una ciocca di capelli

di Budda. Per questo la reliquia è molto venerata.


La Roccia d'Oro


E' una delle principali aree sacre del Myanmar, meta incessante di pellegrinaggi. La pagoda sul monte Kyaiktiyo, di sette metri, conosciuta come la Roccia d'Oro, è posizionata su una roccia di granito di venti metri, interamente ricoperta da foglie d'oro che continuamente i fedeli (solo gli uomini) lasciano in segno di devozione. E' in equilibrio sul vuoto. La tradizione buddista narra che la roccia sia in bilico su una ciocca di capelli di Budda. Per questo la reliquia è molto venerata.