Cortona, una città museo

TOSCANA


di Donato Sinigaglia

giornalista

Da granaio dell'Etruria a libero comune con una nuova borghesia mercantile. manifatturiera ed agricola che ha fatto rinascere la città, dopo un periodo di declino coincidente con la fine dell'Impero Romano e le invasioni barbariche. Edifici pubblici e case private trasformarono la città che s'impose anche come importante luogo di fede con la costruzione di pieve e conventi. Non a caso è l'ultima tappa toscana dell'antica via Lauterana prima i entrare nelle Marche. Il percorso preferito dai pellegrini diretti da Siena al santuario di Loreto che custodisce la casa di Maria, che è stato riscoperto e viene proposto agli amanti del trekking. Cortona, a ridosso dell'antica via Cassia che attraversava la Val di Chiana, conserva ancora intatta la sua impronta medievale. Si perde nella notte dei tempi la fondazione della città. Secondo la leggenda Cortona venne fondata 273 anni dopo il diluvio universale da Crano, uno dei molti figli di Noè. Questi compiaciuto alla vista della nuova città, nominò re il figlio Corito (da cui Cortona). Sempre la leggenda racconta che Dardano, figlio di Corito, lasciò il regno del padre per l'Asia Minore dove i discendenti fondarono Troia. Secoli dopo fuggendo da Troia in fiamme, Enea riportò la stirpe sulle coste del mar Tirreno, dove successivamente Romolo avrebbe fondato Roma. Da qui il detto: Cortona, mamma di Roma e nonna di Troia. Ma leggende a parte, del passato Etrusco di Cortona rimangono importanti tracce: la cinta muraria e la porta bifora. Per capirne la storia occorre visitare il Museo dell'Accademia Etrusca. Tra i reperti da ammirare il lampadario etrusco, probabilmente destinato ad un santuario e la tabula cortonensis con testo in etrusco che parla della compravendita di un terreno. Nei dintorni di Cortona una visita la maritano i Meloni di Sodo, grandi cumuli artificiali costruiti in età arcaica per accogliere le tombe delle nobili famiglie. Ma il Medioevo ed il Rinascimento si colgono girando per le strade, a volte in salita, dell'ordinato centro storico dominato dai palazzi Comunale e Casali, sede dell'Accademia Etrusca. Altra visita consigliata è il Museo Diocesano, una ricca pinacoteca con opere di artisti toscani, come il Lorenzetti e Sassetta provenienti da chiese e palazzi. Da non perdere la bella sala dedicata a Luca Signorelli, dove va contemplata l'Annunciazione del Beato Angelico, uno dei più grandi capolavori della pittura del Rinascimento. Notevole anche il sarcofago del II secolo d.C. testimone della Cortona romana. Nell'ex chiesa del Gesù, oggi parte del museo, ricco il soffitto ligneo policromo del '500. Fra i luoghi della fede da visitare il Duomo, o Cattedrale di Santa Maria Assunta con la bellissima Madonna in terracotta, il convento di San Francesco in stile gotico con il prezioso reliquiario della Croce Santa, una tavoletta in avorio del IX secolo che contiene la reliquia donata dall'imperatore di Costantinopoli a frate Elia, il costruttore del convento e il monastero di Santa Chiara, ancora oggi luogo di clausura delle Clarisse Francescane. Nella chiesa c'è la pregevole deposizione del Cristo, opera giovanile di Pietro da Cortona. Nella biblioteca di palazzo Casali, c'è una chicca: il laudario di Cortona. Prezioso manoscritto del 1200 che costituisce la più antica collezione conosciuta di musica italiana in lingua volgare. In 171 fogli di pergamena ci sono 66 canti, di cui 46 con notazione musicale. Sono tutti scritti in forma di ballata, con strofe intervallate da un ritornello. Per questo ogni estate a Cortona si svolge il festival di Musica Sacra, rassegna di canti medioevali, moderni, gospels rappresentati in luoghi di culto veri scrigni di arte e spiritualità.